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Cripta di San Gerolamo



























La chiesa si presenta con l'accesso originario, prospicente ad ovest, parzialmente murato; l'innalzamento della quota esterna - probabilmente artificiale, in quanto il pronao, recintato, fu trasformato in orto, previo trasporto di adeguate quantità di terra coltivabile - ne rende difficoltoso l'accesso, tanto che in anni recenti fu aperta, in corrispondenza della seconda nicchia destra dell'invaso, una porta di comunicazione con un vano sud adiacente; operazione che è costata la distruzione di un affresco dalle cui tracce residue è impossibile ricostruire il soggetto. L'ingresso originario era ad arco a tutto sesto con ghiera modanata. A sud dell'ingresso, sulla facciata, nella roccia appare scavato un arcosolio, accanto al quale sono le tracce di un secondo. L'interno dell'invaso appare come un grande vano trapezoidale con base minore a est, dalla parte dell'ingresso, e base maggiore ad ovest, a filo delle tre absidi. Il soffitto è piano. Tre archi pervi - da interpretarsi forse come triforium - dividono trasversalmente in direzione nord-sud l'invaso; immediatamente ad est di questi la cesura fra le due parti è sottolineata dall'innalzamento di quota costituito da un gradino alto circa cm. 30, sul quale si impostano i pilastri. Da notare che la linea costituita dal fronte del triforium non è retta, ma disegna una curva, vagamente accennante ad un arco di circonferenza. Se i tre archi sono davvero un triforium - ma ne contestiamo già sin da ora tale interpretazione, come dimostreremo nel paragrafo seguente - è legittima l'interpretazione del Diehl che parla di vasto portico (a est degli archi) seguito da una cappella molto stretta (a ovest degli stessi). L'analogia con archi similari, ci porta a ritenere invece che si tratta di un'iconostasi, per cui la parte ad est cu pare vada correttamente interpretata come bema, mentre quella ad ovest come aula. La parete a sud di questo vano ospita due nicchie a pianta ortogonale arcuate a tutto sesto. La prima di queste conserva ancora la parte superiore di un affresco (testa e spalle di un Santo Eremita rappresentato semi-nudo, con capelli e barba candidi; iscrizione esegetica distrutta) da datarsi verso la fine del XIV secolo, ed, ai suoi piedi, le tracce di un banco risparmiato, probabilmente con funzione di sedile; la seconda, fortemente danneggiata per l'apertura già ricordata di una porta. Irrecuperabilmente distrutto l'affresco che ne decorava il fondo. Sulla parete nord, alle nicchie si contrappongono due archi pervi (la parziale occlusione a mezzo di un pluteo in muratura è recente), che consentiva l'accesso ad un parecclesion la cui destinazione non risulta ben chiara. Di pianta vagamente trapezoidale, si presenta diviso in due campate ad un arco a tutto sesto. Il soffitto è piano e le pareti presentano nicchia ortogonali a tutto sesto; più stretta ma più profonda delle altre quella sulla parete est, che forse aveva funzione di abside. Sulla parete nord le due nicchie - una per ciascuna campata - (sul cui fondo sono visibili consistenti resti di un affresco rappresentante un Santo Vescovo, come si intuisce dal pallio crociato). Nella chiesa, la parte ad est dei tre archi dell'iconostasi - sui cui pilastri si leggono numerose e interessanti iscrizioni, alcune delle quali ci danno notizia della dedicazione degli altari - presenta una serie di testimonianze estremamente interessanti per la loro eccezionalità, come sculture ornamentali e sinopie di affreschi che, probabilmente, non
vennero mai dipinti. Una di tali sinopie è nella nicchia est del lato sud del bema e rappresenta la parte superiore di una figura probabilmente maschile. Non abbiamo riscontrato tracce di sinopia nella nicchia ovest dello stesso lato sud che, probabilmente, non è mai stata affrescata. Sinopie sono invece chiaramente leggibili nell'intradosso dell'arco sud dell'iconostasi ed, a tratti, e in cattivo stato di conservazione, sul soffitto del bema. Il solo affresco ben conservato in tutto l'invaso è una Vergine col Bambino, del tipo Glykophilousa, dipinto nell'unica grande nicchia scavata nel lato nord del bema. Non è anteriore alla fine del XIV secolo, ma più probabilmente del XV. La grande parete est si presenta insolitamente distinta in cinque parti: le due estreme sono nicchie ortogonali in cui sono ubicati due altari; le mediane - interessanti per la presenza di sculture decorative - due nicchie minori su alto zoccolo decorato a guisa di transenna, mentre quella centrale è un vero e proprio santuario praticabile, simile alla bema dei SS. Eremiti, a pianta trapezia con base minore corrispondente all'arco di ingresso e base maggiore leggermente ricurva, corrispondente alla parete est, costituita da tre segmenti. Il piano di calpestio del santuario è sopraelevato rispetto a quello del bema. Rispetto a tale quota rialzata, all'altezza di circa cm. 105 è la linea di base di una nicchietta semicircolare, che occupa la sezione mediana della parete di fondo e che doveva sovrastare l'altare ora scomparso. Tutti gli archi sono ornati di ghiera. I lati obliqui del santuario ospitano ciascuno una nicchia ortogonale, senza tracce di affreschi. Sulla parete di fondo est, invece, si conservano minuscole tracce di due strati sovrapposti di intonaco dipinto, pretinenti a cornici lineari. Appare evidente, che a differenza di altri monumenti similari, relativamente scarsi e poco rilevanti sono stati gli interventi distruttivi o anche soltanto le innovazioni radicali nell'invaso del S. Girolamo.

Gli affreschi e le sinopie

A - Santo Eremita (?)
Ubicazione: parete sud dell'aula.
Dimensioni originarie non valutabili; largh. cm. 60 ca.
Affresco monocromo, ocra su bianco.

B - Santo Anonimo
Ubicazione: parete sud del bema.
Sinopia disegnata direttamente sulla roccia. Identica tecnica abbiamo intravisto usata per il Pantocrator del S. Gregorio di Mottola.

C - Vergine col Bambino
Ubicazione: parete nord del bema.
Dimensioni: h. cm. 170; largh. cm. 120.
Iscrizione esegetica n. 1.

D - Tracce di affresco
Ubicazione: parete di fondo dell'abside.
Residuano solo tratti di cornice.

E - Santo Vescovo
Ubicazione: parete nord del parecclesion.
Dimensioni: h. cm. 80 ca.; largh. cm. 74 ca.
Si intravedono - sotto delbature - le croci del pallio e tratti del vestiario.

Le piante della cripta
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